Gli inquinanti dell'aria interna

E' bene avere chiarezza sugli inquinanti che potrebbero essere presenti negli spazi interni al fine di non sottovalutare un problema importante di sanità pubblica, legato al rischio per la salute dell' uomo.
In generale i molteplici inquinanti indoor sono raggruppati in tre categorie principali: contaminanti biologici, fisici e chimici cosi come riassunto in tabella 2 a di seguito brevemente illustrato. I dati qui esposti dono stati tratti dal sito di ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

I contaminanti biologici sono rappresentati da particelle organiche aerodisperse (bioaerosol) costituite da microrganismi vitali, pollini, spore, ascari e altro materiale biologico da essi derivato.

Le fonti di inquinamento dell' aria interna

Le fonti di inquinamento che si possono manifestare in un alloggio sono molte e sono di seguito elencate:

  • prodotti della combustione: fonti alimentare da petrolio, riscaldamento a gas (Nox, CO), riscaldamento e cherosene (Nox, CO, SO2), carbone, forni a legna (PM10, CO, IPA cioè idrocarburi pocococlici aromatici) e fumo di tabacco (PM10, CO, VOC), fornelli a gas (Nox, CO);
  • materiali da costruzione a di arredo di varie tipologie (materiali di isolamento contenenti amianto, vernici e solventi, tappezzeria, mobilia di vario tipo o comunque materiali composti di legno compresso, etc.) che possono anche essersi deteriorati;
  • tappetti o moquettes umidi i contenenti muffe;
  • sostanze rilasciate da armadi o arredi in certi tipi di prodotti in legno pressato (radon, formaldeide, VOC);
  • prodotti per la pulizia o manutenzione della casa, per cura personale, materiali utilizzati nel tempo libero o per il bricolage domestico (colle, vernici);
  • sistemi di per il riscaldamento, condizionamento o umidificazione non adeguatamente manutenuti;
  • fonti di inquinamento esterno come il radon, pesticidi, particolato atmosferico, ossidi di azoto;
  • sorgenti di natura metabolica: CO2, NH3, odori.

La relativa importanza di ogni singola fronte dipende dal suo stato di conservazione, eventualmente dall' età, dalla quantità di inquinante emessa e dalla messa in atto di buone pratiche per minimizzare l'emissione. Per esempio , una stufa a gas non certificata , potrebbe emettere più monossido di carbonio di una che è stata correttamente certificata e sulla quale vengono effettuate periodiche manutenzioni nel corso degli anni.
Altre fonti di inquinamento, invece, come i materiale da costruzione, gli arredi o prodotti per la casa come i deodoranti, possono rilasciare inquinanti un maniera più o meno continuativa. Alcuni fonti, legate poi a particolari attività che si svolgono in casa, possono avere ena caratteristica emissione intermittente. Con questo si intende il fumare, l'uso di fornelli mal funzionanti, l'uso di particolari solventi per la pulizia o gli hobbies, l'uso di carte da parati, l'uso di pitture o di prodotti per la pulizia.
La documentazione statunitense ASHRAE (ASHRAE Fundamentals, 2009) propone i valori di inquinanti degli ambienti interni riportati nella tabella 3. E' interessante notare, nell' ultima come il rapporto tra le concentrazioni interne ed esterne che sia praticamente sempre maggiore di uno (tranne che in due casi riguardanti il biossido di zolfo e l'ozono); vale a dire che l'aria interna risulta maggiormente inquinata di quella esterna e questo conferma le affermazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Esso perché in fase di progettazione degli edifici deve essere posta l 'adeguata attenzione alla qualità dell'ambiente interno. Per questo scopo un utilissimo supporto è la nuova norma europea UNI EN 15251, più oltre illustrata.